La Chiesa della SS.ma Trinità olim di San Nicola dei
Greci,oggi comunemente conosciuta come Chiesa di San Biagio – Alcune notazioni
storiche.
di Salvatore D’Amato
Nel 1989 ebbi incarico dal compianto sig. Alberto Proto di
fare delle ricerche in Archivio Diocesano sulla Chiesa della SS,ma Trinità.
Dall’investigazione in alcuni fondi documentari,trassi una breve relazione che
si propone nel presente breve contributo.
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Incerta è l’epoca di fondazione di una chiesa dedicata a
S.Nicola dei Greci che, seconda alcuni,
risalirebbe all’anno 1089
Infatti,pur essendovi menzione di una chiesa dedicata a San
Nicola già nel 1039, non è possibile sapere con sicurezza se si tratti di San
Nicola de Aurificis ,di San Nicola de Sopramuro.o di San Nicola
de Graecis.
Di certo,la sua esistenza è attestata nel XIII secolo e ,più
precisamente, nel 1277.
La storia di questa chiesa è legata alle vicende della
Confraternita che almeno dal 1463 l’amministrava, come risulta da alcuni
documenti riportati in forma di regesto nella Platea di Mons. D’Anna ( 1530 al
1541). Questo manoscritto del secolo XVI relativo ai beni mobili ed immobili
posseduti dalle chiese della diocesi,contiene anche riassunti di documenti dei
secoli precedenti fra cui quello che ci interessa.
Negli Atti di Visita di mons. De Cuncto ( 1484 – 1503) il 12
novembre 1484 viene annotato che la chiesa risulta bene ornata e che in essa vi
è la presenza di una confraternita.
Più articolate informazioni si trovano,però, nelle Visite
Pastorali del XVI secolo.
Nel 1550 mons Crispo (1547 – 1561) trova la chiesa bene
ornata con numerosi altari,fra i quali,nel maggiore,ben curato, rileva la
presenza di un’icona noviter facta
( fatta recentemente) e di un affresco posto sopra l’altare raffigurante San Nicola.Oggi di quest’
affresco non rimane traccia. La Visita di Crispo,inoltre, ci fa sapere che la
confraternita aveva come magistros et procuratores il notaio Michele
Vinaccia e il nobile Angelino Fregentese e che essa aveva una rendita derivante
dall’affitto di un negozio nella piazza di Amalfi con la quale si dovevano
pagare le messe al cappellano Matteo Francese.
Il 22 novembre 1574 è
mons. Montilio ( 1570 -1576) a recarsi ad
visitandum nella chiesa di San
Nicola.
Negli atti di visita a noi pervenuti, l’altare maggiore è
descritto con dovizia di particolari. Esso risulta costruito ex materia
cementaria ed è rivestito da un pallio di raso cremiso a foglie e croci di
seta con al centro l’immagine di San Nicola e ancora da tre tovaglie delle quali ,la
superiore ,lavorata in seta.
Sopra l’altare si trova un’icona lignea,presumibilmente
quella segnalata nella Visita del 1550. Al di là dell’icona,infine,nella
tribuna dell’altare ne
Al di là dell’icona
,nella tribuna dell’altare maggiore le cui pareti sono dipinte, in pede ,vi
è la statua di San Nicola. Dalla stessa Visita risulta che vi erano altari alla
destra ed alla sinistra di quello maggiore, certamente di minori proporzioni.
Alla fine del XVI secolo,per la prima volta,si trova
menzione del culto della SS.ma Trinità nella chiesa di San Nicola.
Mons. Rossino ( 1576 -1616 ) , nella Santa Visita del 10
luglio 1593 annota,infatti, l’esistenza di una cappella della SS.ma Trinità in
ecclesia Sancti Nicolai de Graecis e la presenza su di un altare portatile cum
duobus guangialibus di un’icona nuova tutta dorata con la rappresentazione
del mistero dela SS.ma Trinità.
In quest’epoca sono due le confraternite che amministrano la
chiesa : quella più antica di San Nicola in albis e l’altra,più recente,
della SS.ma Trinità , rubea ,che amministravano beni.
Sul piano della struttura architettonica,interessante è la
notizia fornita dal primicerius di una delle confraternite avanti
citate.Egli afferma esservi nel 1593, dal lato sinistro della chiesa di San Nicola, c’era un’altra
chiesa ad essa congiunta e dedicata alla SS.ma Concezione in qua sunt multa
indulgentia .
Risulta evidente,quindi, che l’attuale pianta dell’edificio
religioso potrebbe essere sostanzialmente differente da quello che si può
immaginare leggendo le descrizioni contenute nelle Visite più antiche.
Nel XVIII secolo in un atto privato del 1735 viene citato
l’atrio sostenuto da pilastri che precedeva la porta di ingresso della chiesa.
Nel corso del XIX secolo il culto della SS.ma Trinità
divenne predominante rispetto a quello di San Nicola tanto che nella Visita
Pastorale di Mons. Majorsini ( 1871 – 1893) la chiesa è menzionata solo col
titolo di SSma Trinità.
Dalle fonti prese in esame, il culto di San Biagio nella
chiesa di San Nicola dei Greci non viene mai citato. Tale circostanza, potrebbe
indurre a pensare che esso sia stato introdotto in epoca abbastanza recente ed
oggi è predominante.

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